Fenomenale!
Adesso che Magdi è diventato -Magdi Cristiano Allam- ci pensa Khaled Fouad Allam a fare il "musulmano moderato" che bastona l'Islam.
La carriera di Allam II segue come un'ombra quella di M.C. Allam, da Repubblica a fare discorsetti edificanti (quanto ipocriti, evidentemente) al fronte unico con i guerrieri e razzisti de noantri.
Allam II è anche un deputato, ma il PD non lo ricandiderà, dice il Corriere che si è offeso perchè hanno candidato cani e porci e lui lo hanno messo fuori senza spiegazioni, lui che pure ha scritto dei libri!!!
Una conferma del fatto che da noi un sacco di ceffi hanno "svoltato" grazie all'Islam, anche fior di rottami politici nostrani si sono fatti musulmani al ragù e raccolgono onori e denari.
Non è una cosa seria, anche questo è un poveretto impegnato a diffondere propaganda per poveretti, basti pensare che adesso si è "avvicinato" al PDL e che la settimana prossima esordirà protestando contro la costruzione della moschea a Colle Val d'Elsa.
Può aiutare a comprendere l'enorme demenzialità di un atto del genere, l'immaginare un "cattolico moderato" che protesta in Indonesia contro la costruzione di una chiesa cattolica.
Fatto?
Adesso che lo avete immaginato prendete del cartoncino e, dopo aver tagliato due dischetti, disegnateci sopra la faccia di Bush e una croce
Fatto?
Adesso procuratevi un palata di sterco di cammello e dividetela in due mucchietti.
Fatto?
Adesso appoggiate delicatamente i due dischetti sui mucchietti e ricoprite il tutto con abbondante colla vinilica; poi spruzzateci sopra una raffica di banalità da teocon ubriaco.
Fatto?
Complimenti!
Avete ottenuto la riproduzione tridimensionale a grandezza reale dei gemelli Allam
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* avevo scritto qualche riga più seria sull'attesa conversione al fronte neoteocon di Allam II, ma gli spiriti dell'informatica hanno permesso la sopravvivenza solo di questo testo in stile Muciaccia.
Lo prendo come un segno del destino e aggiungo alcune frasi di Allam, da un'intervista al Corriere (recuperata dallo squallido informazionecorretta che ha accolto la notizia con giubilo):
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Dal CORRIERE della SERA del 4 aprile 2008
ROMA — ( a.gar.) Una gaffe. Un errore. Un «delitto politico».
Così Khaled Fouad Allam definisce la sua decapitazione dalle liste del Partito democratico. E oggi annuncerà la sua uscita dal Pd, per il quale è ancora deputato. Lo farà a Colle Val d'Elsa, partecipando, da «musulmano democratico», a una manifestazione contro la costruzione di una moschea. La manifestazione è organizzata da Magna Charta, creatura del senatore Quagliariello di Forza Italia e questa adesione per Allam è l'inizio di un percorso che dovrebbe portarlo nel Pdl.
Perché un errore la mancata candidatura?
«Perché così nel Pd non c'è neanche un candidato straniero. Perché è uno schiaffo al cosiddetto Islam moderato, al mondo dell'immigrazione. Siamo ai limiti del razzismo. E poi, insomma…». Cosa? «Tutti quei candidati illustri sconosciuti!
Paragonati a me, che ho scritto 8 o 9 libri?». Come è potuto accadere? «Le liste Pd sono state compilate con la logica dei clan tribali… E io ero l'anello più debole».
Allam insegna Sociologia del mondo musulmano a Trieste. Ha protestato con Veltroni? «Ho chiesto di parlare con lui per un mese. Inutilmente». Il 6 marzo ha scritto a Prodi, presidente Pd, per chiedere che la decisione di escluderlo fosse motivata.
Nessuna risposta. Allam dice che lavorerebbe per un governo di centrodestra sull'immigrazione, sulla politica mediterranea. Per promuovere il dialogo fra popoli e culture. Per costruire una via italiana all'Islam. E questo si può fare sia a sinistra che a destra?
«Avevo aderito al centrosinistra, ma non mi hanno fatto lavorare». Se dovesse scoprire nel centrodestra posizioni di intolleranza? «Discuteremo…».
Sembra chiaro che anche Allam II abbia baccagliato di Islam fino ad oggi per un personale tornaconto. Se adesso che gli hanno tolto la poltrona passa a destra a protestare contro la costruzione di una moschea, non lo fa certo per paura della moschea. Il fatto stesso che evada la domanda sulle molteplici posizioni -più che razziste- all'interno della destra, dimostra oltre ogni ragionevole dubbio la sua malafede.