mazzetta

Ce la possiamo fare...
sabato, 07 novembre 2009

Liberate il maiale di Veronica

 

20070131_www000000410_6785_1Il direttore dell'Ansa riferisce di aver atteso diverse ore prima di riuscire a conferire con Veronica Lario per farle limare la famosa dichiarazione nella quale accusò Berlusconi di accoppiarsi con le minorenni. Non bastasse l'accusa, Veronica aveva rincarato la dose dando del maiale al premier, un classico del genere mogli & mariti.

Il direttore dell'Ansa però si è dato da fare perché quel maiale non scappasse sulle pagine di mezzo mondo e quando Veronica gli ha risposto di fare un po' come volesse, ha scelto di nascondere il maiale lontano dagli occhi e dal cuore del dibattito pubblico. Ci ha pensato Bruno Vespa a rievocare l'evento e poi quelli de Il Fatto hanno svelato quale fosse il misterioso termine censurato.

Povero maiale, costretto tra le necessità della politica e le tensioni famigliari, non meritava davvero una fine del genere. Non resta che sperare in una pronta liberazione del maiale dagli impicci istituzionali, ora che il vincolo muliebre è caduto e che il segreto non è più tale, è tempo per il maiale di correre libero, via da impegni, censure e rimproveri. Potrà finalmente godere in pace della compagnia di scrofe e scrofette, lontano dai timori e dalle attenzioni del direttore dell'Ansa e degli altri milioni di voyeur  che pagherebbero oro per un video dei suoi amplessi.

In proposito è già stata annunciata la costituzione di due gruppi animalisti che condividono questo auspicio e che hanno già annunciato la loro presenza alla manifestazione del 5 dicembre: il "Fronte del Porco" (FdP) e il "Comitato di Liberazione del Maiale" (CLM). Ce n'est qu'un debut, viva il maiale libero!

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venerdì, 06 novembre 2009

L'impianto nucleare segreto iraniano

 

iaea-el-baradeiIn occasione dell'ultimo G20 Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia ed Israele "denunciarono" l'esistenza di un impianto nucleare segreto iraniano. Almeno così sembrò alle opinioni pubbliche occidentali, alle quali ben poche fonti d'informazioni fecero sapere che era stato lo stesso Iran a "notificare" la sua esistenza all'Agenzia Atomica Internazionale (AIEA) secondo i termini previsti dal Trattato di Non Proliferazione, che prevede che un paese debba denunciare ogni nuovo impianto sei mesi prima di introdurvi materiale radioattivo. «La costruzione di un secondo impianto nucleare senza avvisare le autorità dell’Onu rappresenta una chiara violazione delle norme sulla non proliferazione», aveva detto Obama, ma  nessuno ha "scoperto" la costruzione dell'impianto prima che l'Iran lo dichiarasse all'AIEA.

L'impianto "segreto" iraniano sarà pronto tra un paio d'anni e adesso sul sito non c'è proprio niente, l'AIEA che ha potuto visitarlo dice che non c'è altro che "un buco nella montagna". Quindi l'Iran non ha infranto alcun obbligo e si è comportato come previsto dagli impegni che ha assunto e di segreto non c'è proprio niente. Il fatto che gli iraniani pensino di proteggere l'impianto costruendolo dentro a una montagna e vicino a una base aerea è la conseguenza ovvia delle continue minacce di bombardamento degli impianti, in particolare da parte di Israele, non può certo essere presentato come segnale di malafede o di malvagità come ha provato a fare più d'uno. Gli stessi iraniani hnno spiegato che la vicinanza con la base permetterà di risparmiare sulla protezione antiaerea, che non sarebbe necessaria se non ci fosse chi minaccia di bombardare un giorno sì e l'altro pure.

Anche i giornali italiani continuano ancora oggi a parlare di "impianto segreto" contro ogni evidenza, che segreto sarà mai se, come si riferisce nello stesso articolo, l'AIEA ha i piani di costruzione forniti dagli iraniani e lo visita senza problemi?

Misteri dei media, gli iraniani possono fare ben poco, a loro tocca il ruolo di cattivi e quindi fanno le cose "segrete" anche quando le fanno in pubblico e le loro attività sono una minaccia imminente sempre e comunque.

Nel sito poco segreto non c'è ancora niente, lo ha spiegato a chiare lettere il capo dell'AIEA Mohamed el Baradei, già premio Nobel per la Pace per aver resistito alle pressioni dell'amministrazione Bush che pretendeva un casus belli contro l'Iraq. Opposizione che gli costò anche un tentato complotto da parte di due parlamentari repubblicani americani, poi scoperto e passato sotto silenzio dai media, come tutte le notizie imbarazzanti.

El Baradei ha spiegato anche che i colloqui sull'ipotesi che l'Iran possa impegnarsi ad usare uranio arricchito all'estero, si sono arenati sulla poca fiducia che gli iraniani sono disposti a concedere alle potenze occidentali, in particolare non sono d'accordo a mandare il loro uranio all'arricchimento all'estero e a ricevere il combustibile per le centrali più tardi, vorrebbero scambi contestuali per evitare che un blocco dell'accordo o una minaccia ai trasporti lasci il paese senza uranio e senza carburante per le centrali che così si dovrebbero fermare a lungo. Pure questo suona plausibile e non particolarmente malvagio, ma in questi giorni si legge ovunque che l'Iran ha poco tempo per accordarsi con l'AIEA, perché diversamente sarebbe bombardato in quanto accusato di voler solo rallentare i colloqui.

Nessuno lamenta la stranezza di "colloqui" che si svolgono sotto la continua minaccia di bombardamenti e sanzioni, per tutti media occidentali sembra perfettamente normale che un paese, come Israele, che non aderisce al Trattato di Non Proliferazione e possiede qualche centinaio di atomiche nel massimo segreto, sia in prima fila a minacciare di bombardarne un altro che aderisce al TNP e non possiede atomiche e nemmeno aviazione esercito e marina che lo rendano plausibile come minaccia.

E sembra perfettamente normale che accanto all'esercito più potente del Medioriente sia schierato quello più potente del pianeta, tutti e due a minacciare l'Iran di gravi conseguenze, mentre allo stesso tempo accusano l'Iran di essere una terribile minaccia, anche se non ha mai attaccato nessuno e se non ha le risorse per diventare una minaccia credibile per l'Occidente, nemmeno tra cento anni.

 

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giovedì, 05 novembre 2009

L'arroganza degli incapaci

 

Non ci sono soldi e allora niente fondi per la banda larga, quando la Finlandia ha annunciato che per i finlandesi la banda larga è un diritto si alzò un fesso a dire che da noi si sarebbe fatto meglio, adesso un altro fesso si è incaricato di dirci che invece si farà dopo la fine della crisi, quando ci saranno i soldi, per non dire un altro governo. Questo governo è lo stesso che ha dichiarato che la crisi è finita, messaggi discordanti, una specialità del PDL, dicono tutto e il contrario di tutto con la stessa decisione e la stessa arroganza, poi fanno altro o nulla.

letta-berlusconi1Lo stile è quello delle risposte sul caso Noemi e prima ancora contro ogni difficoltà, versioni diverse buttate in sequenza in pasto ad un sistema informativo che macina tutto perché l'opinione pubblica sembra insensibile a qualsiasi oltraggio, priva di memoria e ormai abituata a farsi prendere in giro dalle sfacciate reazioni del Presidente del Consiglio, vero maestro di stile della compagine governativa.

A chi volesse sapere quale sia la versione autentica della relazione tra Berlusconi e la Lolita dei giorni nostri, non resta che tirare a sorte tra le diverse spiegazioni o concludere che queste servano a nascondere l'inconfessabile. Sarebbe stato indubbiamente molto meglio tacere, ma lo stile imperante punta a riempire i media con dichiarazioni stentoree anche se non richieste, anche la proclamazione della verginità di Noemi non l'aveva chiesta nessuno, ma è stata fatta fidando nel fatto che qualsiasi smentita non avrebbe mai avuto la stessa visibilità. Le questioni relative ad eleganza e buon gusto sono ormai estinte, il ritegno ucciso dopo lunghe torture.

Il punto ovviamente non sono le notti di passione tra Berlusconi e Noemi, così come non lo sono le avventure di Marrazzo e di altri infelici emuli colti con le mutande calate dallo scandalo. Il problema è nell'assoluto e sfacciato rifiuto della critica e della discussione nel merito, nella tendenza a spacciare clamorose menzogne nell'assoluta impunità. In questo muro che sui media separa il dibattito pubblico dalla realtà e dal merito delle questioni e lo trascina in una caciara indistinta, risiede l'unica difesa del sistema di potere berlusconiano, che poi il paese ne muoia è secondario rispetto all'occupazione e messa a frutto del potere.

12436_171539104067_152822769067_2738302_6405864_nDi tale sfacciata arroganza sono piene le cronache, le dichiarazioni di certi rappresentanti politici alla sentenza pronunciata contro la presenza del crocifisso nelle scuole ne sono un altro esempio lampante: maleducazione, insulti ai giudici e sfacciata arroganza, fino al virile "me ne frego" pronunciato ad alta voce da più di un rappresentante istituzionale.

Stessa arroganza esibita da Luca Barbareschi nel giustificare il suo assenteismo dai lavori parlamentari, dicendo che a lui lo stipendio da parlamentare non basta ed è costretto al doppio e triplo lavoro. In realtà del lavoro parlamentare non ne fa nemmeno la metà, anche se è pagato per l'intero, per non dire che conosceva i termini della retribuzione anche prima di candidarsi. Preso in giro, ha provato a negare, ma ha sbattuto il muso contro le conferme concordi del Corriere della Sera e de il Fatto, con i quali si era lamentato in questi termini. Nella replica a Gianantonio Stella ha anche avuto il coraggio di dirsi vittima di un atteggiamento populista, pur ammettendo che le sue assenze non sono giustificate e promettendo che cercherà di fare di meglio.

barbareschiBarbareschi farebbe bene a dimettersi e a lasciare il posto a chi abbia un tenore di vita per il quale sia sufficiente lo stipendio parlamentare, perché se non riesce a presenziare nemmeno la metà delle sedute del Parlamento tra i meno attivi della storia d'Italia, vuol dire che quelli che riceve sono soldi rubati, sic et simpliciter.

Tanto più che l'attività di Barbareschi si è concretizzata fondamentalmente in un paio di proposte demagogiche contro la pedofilia e in una vaccata clamorosa, rappresentata da un proposta di legge che propone di ingabbiare internet secondo i gusti e le esigenze di Barbareschi e di qualche suo amico. Proposta che non ha trovato una gran accoglienza, un'idea troppo simile alle stupidaggini della Carlucci.

Certo, c'è chi da Silvio ha imparato anche meglio, come il sindaco di Palermo Cammarata che non si è dimesso nemmeno quando si è scoperto che aveva fatto mettere il marinaio che gestiva la sua barca a libro paga della Regione Sicilia, dove non lo hanno mai visto. Ha fornito un paio di giustificazioni di estrema fantasia ed è ancora lì, anche lui vittima di un "complotto" probabilmente. Intanto spende soldi pubblici per coprire i manifesti che lo accusano.

lombardosindacoPlateali offese all'intelligenza, le stesse con le quali Tremonti prende per il culo i disoccupati e i precari facendo l'elogio del posto fisso o come quelle di Confindustria che ha sempre e solo una ricetta buona per tutte le stagioni: togliere ai lavoratori per "rilanciare" le imprese. Offensivi come Raffaele Lombardo che se la ride alla grande (nella foto accanto) mentre visita i disgraziati di Messina, vittime dell'indifferenza delle istituzioni che rappresenta. Offensivi come Brunetta che insulta tutti, i panzoni, i bamboccioni, il culturame e i parassiti, salvo quelli iscritti al suo partito. Offensivi come Gelmini che taglia selvaggiamente l'istruzione e di fronte alle scuole che crollano dice soave che il governo investe di più e potenzia l'istruzione. Offensivi come Carfagna che si dice turbata da chi vende il proprio corpo sulle strade, mentre presenta una legge velleitaria che lascerà le puttane per strada e Berlusconi a trombare a Palazzo Grazioli con puttane che crede innamorate. Mentre le sue televisioni mettono il turbo al mercato di tette e culi e quelli del suo partito si atteggiano a difensori dei sacri "valori".

La parola di questa gente è priva di qualsiasi valore.

Un'arroganza che copre una pietosa realtà, quella di una classe dirigente parassitaria, incapace e collusa, che difende i suoi privilegi senza poter fare niente di diverso dal ricorrere sistematicamente al falso e all'insulto per difendere comportamenti immorali e illegali, mentre accompagna il paese verso la decadenza.

 

 

 

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giovedì, 05 novembre 2009

Per grazia ricevuta

 

Sua Eccellenza Teodoro Obiang ha perdonato Simon Mann, Nick Du Toit e un'altra sessantina di mercenari che avevano cercato di rovesciarlo con un golpe militare nel 2004 e che da allora sono stati ospiti nelle poco simpatiche prigioni del dittatore. Per il tentato golpe fu condannato da una corte sudafricana anche Mark Thatcher, il figlio della lady di ferro.

In Gran Bretagna il ministro-ombra (conservatore) della giustizia, Henry Bellingham ha ammesso pressioni su Teodoro per giungere al rilascio dei prigionieri, che non avrebbero avuto "processi imparziali" in Guinea Equatoriale e Zimbabwe. Una conferma dell'interesse e del sostanziale sostegno sul quale il gruppo dei mercenari poteva contare da parte della Gran Bretagna e del Foreign Office. In questo caso dunque, l'orrido Teodoro aveva ragione ad accusare la Gran Bretagna. Secondo Bellingham Teodoro ha tutti gli interessi a far uscire il suo paese dalla condizione di pariah internazionale, anche se la realtà ci parla di grossi affari e nessuna minaccia d'embargo da parte dei "democratici" occidentali.

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martedì, 03 novembre 2009

C'è un giudice a Strasburgo

 

Basta con il crocifisso nelle scuole

3765506096_ae0259f6b5È in occasioni come questa che molti italiani all'improvviso si ricordano perché hanno appoggiato con entusiasmo la cessione della sovranità nazionale all'Unione Europea e alle corti internazionali che vigilano sul rispetto dei diritti umani. È in momenti come questi che ci ricordiamo quanto abbiamo invidiato i paesi europei più avanzati e quanto abbiamo sperato che l'Europa facesse quelle leggi e prendesse quelle decisioni che la nostra classe dirigente è culturalmente incapace di concepire e realizzare.

Deficienza culturale confermata dalle reazioni dei politici alla sentenza e ribadita dal clero cattolico. Che alla presenza del suo marchio nei luoghi dove si formano i fanciulli ci tiene molto e c'è da capire perché, visto l'enorme valore per il marketing cattolico, qualunque azienda pagherebbe oro per una visibilità del genere, la presenza del marchio di fronte ai giovani per anni e anni per diverse ore al giorno.

Milioni di studenti prima o poi vagando con lo sguardo si sono posati sul povero Cristo sulla parete di fronte, se la sentenza sarà rispettata niente più martirio di Cristo, nessuna statuina di Gesù che ti fissa inchiodato e agonizzante a una croce per anni.

C'è quindi da ringraziare idealmente i giudici della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (Che non è parte della UE nonostante molti ne discutano come se lo fosse), la laicità dello stato e dei luoghi pubblici è la migliore garanzia contro l'espansione del fanatismo religioso e la diffusione di assurde pretese dei culti a carico dello stato e dei cittadini con credenze diverse. Cittadini che in queste ore assistono attoniti a una rumorosa sollevazione dai toni assolutamente fuori scala, con stupidi che denunciano una "vittoria dell'Islam" (???) e altri stupidi che gridano alla lesione dell'identità nazionale.

La religione è un fatto privato e intimo e tale dovrebbe restare, gli esponenti dei cleri e i fanatici vogliono marcare con la loro presenza i luoghi che sono di tutti, corrompono allo stesso tempo la religione e la qualità della cittadinanza.

P.S. Tra le diverse e stralunate argomentazioni da parte dei fan del crocifisso nelle scuole, c'è quella di chi dice che sia previsto dalla legge, c'è addirittura chi sostiene da una legge che ha valenza costituzionale, riconoscendo al Concordato tale rango perché la Costituzione prevede accordi del genere.

Non è vera la prima e nemmeno la seconda, le disposizioni in merito alla sua esposizione in luoghi pubblici sono in circolari o regolamenti di epoca fascista e nel Concordato non c'è alcun impegno alla sua esposizione da parte dello stato italiano, c'è anzi scritto nell'All’art. 1 c.1: «La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti ed alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del paese». Già questo dovrebbe illuminare su ignoranza e malafede di alcuni dei fan(atici) cattolici, oltre a richiamare all'attenzione la violazione dell'Art. 1 dello stesso concordato da parte dei molti che sembrano subordinare la sovranità italiana ai voleri vaticani travestiti in questo caso da "tradizione".

Esiste al contrario un'obbligazione di carattere costituzionale a recepire le sentenze della corte di Strasburgo, che il governo sembra intenzionato ad ignorare, creando una grave frattura sul piano del diritto internazionale e danneggiando la stessa autorevolezza della corte. Da notare che molti dei ceffi che di solito sbrodolano la più grezza retorica antieuropea, solo per coprire le malefatte locali, stanno ora accusando l'UE, che però con la sentenza non c'entra nulla. La corte è "Europea", ma è quella dei "Diritti Umani", non quella della UE. Qualcuno gli faccia un disegno, soprattutto al cardinal Bertone che invece di spiegare le sue pretese ha parlato a vanvera di zucche e di Europa.

In errore anche quelli che se la prendono con la "straniera" che vorrebbe cambiare i nostri costumi, la signora finlandese che ha promosso il ricorso, se la dovrebbero prendere con suo italianissimo marito che prima di lei ha fatto ricorso alla giustizia italiana per lo stesso motivo.

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lunedì, 02 novembre 2009

Solare per tutti, ci pensano i tedeschi con il Desertec

Mentre il ridicolo governo Berlusconi straparla di centrali nucleari che non costruirà mai, la Germania si muove massicciamente nel campo delle energie solari. Si chiama Desertec Industrial Initiative, il gigantesco piano d'investimenti che promette di produrre il 15% dell'energia necessaria all'Europa (all'intera Europa) grazie a impianti a energia solare piazzati nel Sahara.

Un investimento enorme, di quattrocento miliardi di euro, al quale partecipano E.On, Deutsche Bank, Siemens, Munich Re e altre otto aziende tedesche, e che promette di consegnare energia già nel 2015 attraverso  impianti che utilizzano la tecnologia del solare termico per produrre energia e reti di trasmissione intelligenti (smart grid), che porteranno l'energia elettrica in Europa dal deserto africano, senza inquinare e senza consumare risorse non rinnovabili.

stage-concept

L'idea, presentata per la prima volta nel 2007 dalla Desertec Foundation in un Libro Bianco, gode ovviamente dell'appoggio del governo tedesco, ma anche dell'interesse dei paesi nordafricani, che in questo caso guadagneranno l'accesso a tecnologie capaci di mettere a frutto una risorsa locale senza il rischio di veder devastato il proprio territorio. Non si tratta più di un progetto, ma di un'affare reale per il quale sono già stati firmati accordi e investiti miliardi di euro. Speriamo che serva a dare il buon esempio anche agli altri paesi, non solo europei.

 Desertec

A titolo d'esempio, in questa immagine i quadrati rossi rappresentano l'estensione dell'area sufficiente a fornire l'energia per il mondo, l'Europa e il Mena (Medioriente e Nord Africa) se dedicata ad impianti termosolari allineati all'attuale stato della tecnica. La migliore dimostrazione possibile del fatto che chi parla della necessità di centrali nucleari e dell'impossibilità di affrancarsi dai combustibili fossili, mente sapendo di mentire.

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lunedì, 02 novembre 2009

Il Giornale, strumento della barbarie

 

logo_interneI commenti agli articoli de Il Giornale sono pre-moderati, il che vuol dire che non appaiono sul sito se la redazione non li pubblica. Generalmente ospitano una serie di commentatori particolarmente rozzi e senza troppi peli sulla lingua, Uno stile allineato a quello del nuovo direttore Feltri e allo stomaco della destra italiana più volgare e retriva, benedetto da chi filtra i commenti. 

Era prevedibile che commentando la notizia del suicidio di Diana Blefari ci sarebbe scappato qualche commento sopra le righe, ma in queste ore la redazione ha dato sfogo a una vera e propria orgia di commenti che superano di slancio il trash e diventano qualcosa che non si vorrebbe mai leggere.

"Una vacca rossa in meno. Le altre e gli altri compagni dovrebbero seguire questo esempio. Dopo saremmo persino pronti a perdonarli."

Così dice Jasper al messaggio 66, il suo quarto commento consecutivo in calando verso l'orrore, una sequenza che dev'essere proprio piaciuta alla redazione. E Jasper non è una mosca bianca, Il Giornale oggi ha festeggiato il suicidio della brigatista alla grande, nascosto dietro le figure dei commentatori come Jasper. Nemmeno la tragicità del gesto è riuscita a frenare l'adrenalina squadrista e becera che Il Giornale diffonde a piene mani tra i fanatici di Arcore sotto assedio.

Basta leggersi quei commenti per capire di che pasta è fatto il giornale del fratello di Silvio Berlusconi diretto dal direttore strapagato da Silvio Berlusconi per farne uno strumento di diffamazione dell'avversario e di mobilitazione degli estremisti più fanatici. Quelli che appaiono in quei commenti, se genuini, sono strumento dosato dalla redazione, un velo, il sasso lanciato nascondendo come al solito la mano.

Ben oltre la soddisfazione per la morte del nemico, Il Giornale veicola odio e disprezzo in dosi massicce. Odio verso qualsiasi differenza, tutti quelli che non sono allineati rientrano necessariamente in qualche categoria deviante, c'è un elenco lunghissimo di queste categorie che arriva a comprendere i dipendenti pubblici, le donne tranne madri mogli e sorelle, gli omosessuali, gli stranieri, le divorziate (i divorziati no), i giovani e via elencando a seconda dell'occasione.

Chi non è d'accordo con la linea è comunista o comunque degno di essere aggredito e infamato. Non diffamato, proprio infamato da una torma scomposta, un vero e proprio linciaggio verbale del quale fanno le spese un po' tutti, da De Benedetti che negli articoli è definito "uno svizzero" e nei commenti diventa "l'ebreo", fino al poveretto che muore in carcere mentre su Il Giornale si plaude all'eliminazione del rifiuto umano, che le persone per bene non le arresta nessuno. Funziona così a tappeto, lo stile già sgarbato e insinuante degli articoli diventa sabba estremista nei commenti, nei quali razzismo, sessismo e fobie assortite fanno la parte del leone e le soluzioni ai grandi problemi del mondo prevedono inevitabilmente il ricorso a metodi spicci quanto di dubbia legittimità.

È difficile pensare che tutto questo possa accadere senza nessuna responsabilità dell'editore e di suo fratello, così come e difficile non vedere in questa schifezza la stessa cifra dell'isteria già mostrata da Berlusconi in diverse occasioni recenti. Il premier non è mai stato un mostro di eleganza e di buone maniere e nemmeno è noto per essere uno che perde con stile, era previsto che avrebbe esagerato. Ma Il Giornale in questi giorni si incarica di dimostrarci che Berlusconi in realtà è un miserabile che non esita a comportarsi da miserabile quando sente di non avere più niente da perdere.

 Aggiornamento: Dopo questo post la redazione de Il Giornale ha rimosso due dei commenti dell'utente Jasper (compreso quello riportato sopra), peccato che abbia lasciato decine di commenti equivalenti nel senso e nel tono, si sono in pratica limitati a cancellare quanto evidenziato senza variare minimamente la policy dei commenti, che rimangono un catalogo della miseria umana. Complimenti alla redazione che si dimostra incapace di comprendere il senso delle proprie azioni e preoccupata solo di coprirsi le spalle.

Aggiornamento 2: altra sfoltitura dei commenti ad opera della redazione, questa volta più decisa, restano commenti che si lamentano dell'inciviltà dei commenti cancellati ora appesi al nulla e restano le immagini di quelle frasi salvate a futura memoria. Nonostante la pulizia quelle pagine restano parecchio al di sotto degli standard minimi di civiltà.

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domenica, 01 novembre 2009

Marijuana liberata negli States

Anche in Altrenotizie

LegalizeNegli Stati Uniti la marijuana è ormai di fatto libera in diversi stati. Non che sia stata legalizzata, ma attraverso il cavallo di Troia dell'uso medico, la pianta ha ormai conquistato spazi di libertà impensabili fino a qualche anno fa. La questione dell'uso medico della marijuana si segnala anche per la massiccia quantità d'ipocrisia che è stata necessaria per giungere fino allo status attuale.

L'uso medico della marijuana è conosciuto da migliaia di anni e anche recenti ricerche hanno dimostrato l'efficacia nel trattamento di un numero impressionante di patologie. La usavano gli antichi cinesi, gli egizi, i greci, gli indiani ed è rimasta in uso in medicina fino alla campagna di criminalizzazione del ventesimo secolo. Numerose ricerche in età moderna ne hanno certificato le capacità anticancro, i benefici che può recare a chi soffre di diversi disturbi mentali e neurologici come di dolori cronici e altro ancora. I cannabinoidi contenuti nella cannabis si sono dimostrati versatili ed efficaci, senza provocare i pesanti effetti collaterali dei rimedi già in uso per le stesse necessità.

Nonostante queste virtù siano riconosciute e certificate anche da recenti ricerche, sono pochissimi i farmaci disponibili che contengono tetraidrocannabinolo (o THC), la sostanza psicoattiva prodotta dalla cannabis, e sono “dedicati” e testati per la cura di patologie specifiche. Pensando agli Stati Uniti e alle strette limitazioni imposte dalla Food & Drug Administration (FDA) al commercio di cibi e medicinali, c'è da stupirsi per la procedura che ha portato la marijuana a diventare ufficialmente un farmaco.

La marijuana medica è diventata tale a furor di popolo, attraverso referendum o decisioni degli organi legislativi, la FDA non ne ha affatto regolamentato l'uso o la vendita e le procedure stabilite per la sua somministrazione sono tanto aleatorie quanto lontane dal poter essere scambiate per un protocollo terapeutico. Non esistono indicazioni sulla posologia e nemmeno metodi d'assunzione raccomandati, anche se il più innocuo e apprezzato è sicuramente quello attraverso i vaporizzatori che, evitando la combustione e suoi prodotti tossici, assicurano l'effetto terapeutico e l'assunzione del principio attivo, buoni anche per l'uso ricreativo.

Molti altri stati stanno pensando d'introdurre l'uso terapeutico della marijuana e c'è un grande consenso popolare per questo genere di misure. Recentemente, in New Hampshire è stata bloccata una proposta del genere dal veto del governatore, siamo già al secondo tentativo e per poco non è stata raggiunta la maggioranza dei due terzi nelle due camere (76,6% alla Camera e 58,3% al Senato), ma in genere la tendenza indica una rapida espansione nella maggior parte degli stati federati.

legalize-marijuana1Questo procedere disordinato in realtà è figlio del fallimento ufficiale della famosa “War on Drugs”, una guerra costata miliardi di dollari che non ha scalfito minimamente il traffico internazionale di droghe e che negli ultimi anni, in silenzio e senza attirare grande attenzione, è stata dichiarata persa e finita. Una presa di coscienza che non poteva che comportare un ripensamento drastico delle politiche antidroga, già minate dalla realtà. Prima ancora, il fallimento della War on Drugs aveva già comportato una depenalizzazione di fatto del commercio di marijuana, visto che in molti stati i procuratori scrivevano chiaro e tondo che non avrebbero perseguito chi fosse stato trovato in possesso di meno di duecentocinquanta chilogrammi. Meglio concentrare gli sforzi sui traffici di cocaina e metanfetamine, che hanno inondato il mercato a dispetto di qualsiasi contrasto. In molti stati la diffusione di migliaia di laboratori domestici per la produzione di droghe sintetiche ha reso incongrua e inutile la caccia alla marijuana anche agli occhi dei conservatori.

In un quadro del genere, vietare l'uso medico della marijuana è ancora più assurdo che vietarne il consumo ricreativo e chi ha provato questa via traversa per aggirare il perbenismo formale dei legislatori, è stato premiato dal successo e dal consenso popolare. Una volta aperti i “dispensari” legali di marijuana ad uso medico e concesso l'accesso alla “cura” dietro la semplice indicazione di un medico, i dispensari sono diventati migliaia e le persone in cura tantissime. La vaghezza legislativa si è resa necessaria in presenza di leggi federali repressive; gli stessi medici sono stati autorizzati a prescrivere informalmente la marijuana ai pazienti evitando i ricettari, perché una prescrizione con tutti i crismi potrebbe diventare la prova per un'accusa federale. Con queste premesse e la quantità di patologie che in teoria beneficiano del THC, i malati si sono moltiplicati esponenzialmente.

Una rivista alternativa di Denver ha cercato un recensore specializzato in marijuana medica. Il discorso non fa una piega, se c'é un mercato è normale che ci sia chi riferisce di questo mercato per orientare i consumatori, anche perché i “dispensari” possono avere qualsiasi forma, dagli antri iper-giovanili tappezzati di poster di Bob Marley fino al luogo asettico d'ispirazione ospedaliera. Poi ci sono le diverse varietà di medicamento, con un’offerta che spazia per oltre quindici varietà d'erba a larga diffusione e numerose produzioni di nicchia.

Per cercare di chiudere qualche incongruenza, il Dipartimento di Giustizia ha ordinato ai procuratori federali di evitare procedimenti contro i consumatori di marijuana medica in regola con la legislazione degli stati d'appartenenza. Una decisione di segno “federalista”, ma soprattutto un evidente viatico alla situazione che si è venuta a creare nella realtà. Una realtà sfumata da Stato a Stato nella quale, come in Europa, si passa da stati nei quali l'uso della marijuana può essere legale, decriminalizzato, illegale e non perseguito o assolutamente illegale e ora priva del cappello federale criminalizzante.

Legalize-Regulate-RoundUna situazione che giustamente alcuni commentatori conservatori hanno definito un insulto all'intelligenza; proprio da costoro è venuta la richiesta di aprire un dibattito serio sulla legalizzazione. Una richiesta incredibile fino a pochi anni fa, per questo la dimostrazione più tangibile del fatto che i tempi siano politicamente maturi per chiudere il secolo della paranoia contro la canapa. Oggi l'ipotesi appare plausibile, tanto che la California di Schwarzenegger, repubblicano atipico, sta pensando ad alta voce alla legalizzazione della canapa con un occhio ai proventi che deriverebbero dalla sua tassazione, un toccasana per le casse di uno stato sull'orlo del fallimento e anche un brutto colpo alle gang messicane che ormai hanno tracimato negli States con tanto di piantagioni.

Un discreto caos dal quale si stano giovando indubbiamente i consumatori, ma un caos che in qualche maniera dovrà essere risolto, sia per rimuovere l'insulto all'intelligenza che per offrire un quadro certo e verificato all'impiego terapeutico del THC. Una soluzione che non potrà che includere la legalizzazione dell'uso ricreativo, lo studio e l'introduzione di protocolli terapeutici per il suo uso medico e in genere la liberalizzazione della produzione della canapa negli Stati Uniti. Una soluzione che sicuramente ha ancora parecchi feroci oppositori, in particolare in alcuni settori economici, ma che può contare oggi su una platea molto più vasta di sostenitori e su alcuni alleati anche tra i conservatori.

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categoria: stati uniti, scienze, semantica, repressione, economie, antipro, demagogie, drug economy


sabato, 31 ottobre 2009

Infermiereee!

 

ambulance3"...non ho strumenti per accertare, ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei militari in questa occasione".

Ignazio La Russa dice che non ne sa niente, ma che è sicuro dell'innocenza dei carabinieri nel caso della morte di Stefano Cucchi, parola di ministro?

Commovente quanto assurdo, e pensare che uno così ha la responsabilità nominale di qualche migliaio di nostri soldati, dislocati sui teatri di guerra. Da brivido.

Un altro che si dovrebbe dimettere solo per aver detto una vaccata del genere, in buona compagnia del suo collega Scajola, che l'altro giorno ha dato dello stronzo ad un operaio, dopo che già si era dovuto dimettere per aver dato del rompicoglioni a Marco Biagi defunto.

Un governo sull'orlo di una crisi di nervi, con il premier che strilla di comunisti in televisione e i papelli che tracciano il cielo intersecandosi alle secchiate di merda e alle gesta erotiche da basso impero, mentre la crisi impazza. I Monthy Phyton non avrebbero saputo fare di meglio.

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categoria: italia, decultura


venerdì, 30 ottobre 2009

Chi vi ricorda?

 

Meno preparato e meno deciso di Berlusconi, ma la scuola è quella.

 

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categoria: satira, demagogie, differenze-ue


venerdì, 30 ottobre 2009

Fecondazione intuitiva: su le gambe!

 

fertilization2Uno studio compiuto da ricercatori olandesi ha confermato una credenza intuitiva in tema di fecondazione. Monitorando un buon numero di donne sottoposte ad inseminazione artificiale, i ricercatori hanno rilevato come il tasso di fecondazione aumenti sensibilmente se le pazienti restano una quindicina di minuti sdraiate con le gambe in alto dopo l'intervento. L'idea che la gravità potesse aiutare gli spermatozoi nel loro percorso verso l'uovo da fecondare non è nuova, ma in passato era stata scartata basandosi sul fatto che gli spermatozoi impiegano mediamente un paio di minuti a raggiungere l'uovo, la dimostrazione che il loro sistema di propulsione è capace di vincere la gravità e arrivare in meta indifferentemente dalla posizione della fecondata.

Lo studio, compiuto permettendo a metà del campione di alzarsi subito dopo l'intervento e tenendo a riposo per quindici minuti l'altra metà, ha rivelato un'efficacia maggiore nella misura di quasi il 50%, un miglioramento capace da solo di risparmiare un'enorme quantità di cicli di fecondazione alle aspiranti madri come alle finanze pubbliche. Sempre intuitivamente, il miglioramento dovrebbe interessare anche i più tradizionali tentativi di fecondazione naturale. 

C'è però chi dice che serve uno studio più probante, una ricerca che comprenda più variabili e più casi, prima di poter cantar vittoria. A chi è impegnato nella fecondazione conviene comunque adottare questo semplice espediente, nella speranza di dare una mano agli spermatozoi e aumentare significativamente le possibilità di successo in ogni condizione. Controindicazioni, rischi e costi sono uguali a zero e nella pratica si tratta di un espediente largamente diffuso da secoli.

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categoria: scienze


giovedì, 29 ottobre 2009

Cambio d'immmagine


Il presidente americano Obama ha deciso di presentarsi a salutare pubblicamente le salme dei soldati di ritorno dall'Afghanistan. L'amministrazione Bush aveva vietato la diffusione delle foto delle bare dei soldati e il presidente si era limitato alla partecipazione a cerimonie di commemorazione con i parenti successive ai funerali.

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Dopo aver annullato il divieto relativo alle foto (mantenuto invece per la diffusione delle immagini da Abu Ghraib), Obama ha deciso d'imprimere anche questo cambiamento d'immagine e si è presentato nel mezzo della notte a salutare l'arrivo della salme dei soldati, i parenti di uno di questi hanno dato il permesso per le riprese poi pervenute ai media.
L'amministrazione deve decidere nei prossimi mesi la nuova strategia per l'Afghanistan e Obama potrebbe decidere di inviare altre decine di migliaia di soldati sul teatro afgano, nonostante una stima recente ponga già a 12:1 il rapporto tra militari operativi americani e combattenti talebani, senza considerare l'apporto di un numero quasi equivalente di mercenari armati. La depressione degli alleati europei e lo scarso gradimento interno per la guerra in Afghanistan non lasciano spazio per le sfumature, la scelta è tra l'aumento delle truppe e un disimpegno significativo.
 

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categoria: stati uniti, afghanistan, war on terror, demagogie


mercoledì, 28 ottobre 2009

L'elastico afgano

 

Mentre le truppe pachistane attaccano i talebani nel Waziristan del Sud, continuando un'offensiva alla quale gli estremisti rispondono con sanguinosi attentati nelle grandi città pachistane, gli americani in Afghanistan si ritirano per l'inverno lasciando le province di frontiera nelle mani dei talebani. In Nuristan oggi è rimasta presidiata solo la capitale della provincia, mentre il resto del territorio è già tornato sotto il controllo talebano e vi resterà almeno fino alla prossima primavera.

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categoria: afghanistan, war on terror


martedì, 27 ottobre 2009

ING: la zucca si è rotta

 

hpn2_zucca_iaL'esito fatale della crisi ha colpito il gruppo olandese ING. Il gruppo è diventato famoso grazie all'impegno pubblicitario nel promuovere alcuni prodotti, come l'home banking e il Conto Arancio, campagne che hanno portato il marchio alla notorietà di massa.

Già salvato dal soccorso del governo ora si scioglie con la vendita di alcuni assetti e l'uscita da alcune attività. ING è stata il prototipo della moderna banca globale europea e la sua fine rappresenta anche un ottimo esempio del differente approccio ai crack finanziari sulle due sponde dell'Atlantico. Se sulla sponda americana si assiste ad un processo di concentrazione, con l'acquisizione dei giganti falliti da parte dei loro maggiori concorrenti sponsorizzati e spesso salvati con fondi o garanzie governative. ING venderà le sue attività assicurative e affronterà un aumento di capitale da oltre sette miliardi di euro, due notizie che hanno immediatamente depresso le quotazioni in borsa del gigante olandese. Con il ricavato delle due operazioni il gruppo ripagherà i prestiti governativi e tornerà completmente operativo, ma fortemente ridimensionato e impoverito

In Europa la dinamica dei salvataggi sembra di segno opposto e forse più ragionevole a quello americano, le istituzioni finanziarie "troppo grandi per fallire" non sembrano godere del favore dei governi, che in questa fase sembrano tutti più o meno interessati ad approfittare della debacle delle corporation per recuperare potere alla politica. Il fatto che non si possa dire lo stesso per gli Stati Uniti, pone grossi interrogativi anche sulla tenuta dei tentativi di salvataggio europei, che potrebbero rivelarsi inutili a fronte del collasso dell'economia americana e del dollaro.

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martedì, 27 ottobre 2009

Lo hanno arrestato, l'ho rivisto morto

 

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categoria: diritti umani, diritti civili, fascisti su marte


lunedì, 26 ottobre 2009

Listino prezzi dell'ammmore ai tempi della politica scadente

 

jfk-and-marilynUna Brendona viene cinquemila a notte, una Patrizia da duemila a diecimila, una Patrizia Plus vale una candidatura locale, una Patrizia Deluxe un posto in Parlamento, se abile linguista può valere un ministero. Negli States i prezzi di una Duprè sono più o meno equivalenti, ma là non si possono pagare in natura (con le cariche altrimenti elettive o con posti di lavoro raccomandati).

Il che dimostra che per convincere qualcuno ad andare a letto con un politico di oggi, bisogna pagar salato.

I bei tempi andati, quando i leader erano ambiti e c'era chi ci sarebbe andato a letto gratis, non torneranno più. Non ci sono più quelli come JFK, amati appassionatamente (e gratuitamente) da Marylin, ufficialmente la donna più bella del mondo, non li fanno più.

Quelli di oggi sono pallide e scadenti imitazioni, se vogliono attenzione devono pagare o, quando va bene, sposarsi l'amante più bella e giovane della moglie, come già è capitato a Sarkozy.

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lunedì, 26 ottobre 2009

Evviva Bersani

 

rutellicicciobelloHo sempre pensato che fosse il migliore segretario tra i tre candidati (per diversi motivi) a cui potesse aspirare il PD e il primo effetto della sua vittoria conferma questa mia impressione.

Francesco Rutelli ha infatti annunciato che lascerà il PD per accoppiarsi con Casini in un delirio di amorosi sensi centristi, dice uno dei suoi, Vernetti, che teme che Bersani "faccia tornare il Pd ad essere un sincero e onesto partito di tradizione socialdemocratica". Che sia turbato dall'onesto o dal socialdemocratico importa poco, ma è evidente che la temuta svolta sarebbe più che auspicabile, vista la fine che stava facendo il PD soffocato dalla melma centrista. Speriamo che Rutelli si porti anche un po' di riformostri e di binettiani.

Per Bersanetor è sicuramente un buon viatico, un segnale di ottimismo che dovrà confermare con parole ed azioni all'altezza. Lo attende un compito difficile, anche se non dovrebbe essere difficile far meglio degli ultimi due segretari del PD, quello di dare un senso a un Partito Democratico che ancora non sa cosa farà da grande. Non resta che aspettare e vedere cosa penserà e riuscirà a fare, ma l'uscita di Rutelli (insieme alla trombatura di Cofferati alla segreteria della Liguria) è già qualcosa, vedremo se saprà liberarsi anche di Bassolino e di altra zavorra e se riuscirà ad offrire un partito da poter votare senza turarsi il naso, ai tanti che ancora si pensano di sinistra.

 

Aggiornamento: Dopo che la notizia è stata accolta con gaudio e giubilo da tutta la sinistra, Rutelli ha confermato l'abbandono del PD e l'incamminarsi verso Casini, con il seguito di Binetti e associati, un trionfo.

In un sondaggio televisivo proposto dal telegiornale de La7, alla domanda su come dovrebbe reagire Bersani alla notizia, il 96% di quelli che hanno risposto ha scelto "Deve lasciarlo andare". Non è esattamente un sondaggio, ma la reazione è stata ovunque veramente unanime. Nessuno ha ancora chiesto a Casini che impressione gli hanno fatto questi festeggiamenti.

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domenica, 25 ottobre 2009

Occupazioni abitative a rischio in Olanda

 

Tra qualche giorno il parlamento olandese potrebbe licenziare definitivamente una legge che rende punibile con una condanna da uno a tre anni chi resista a un ordine di sfratto, diventa quindi reato penale l'occupazione abitativa. La legge, fortemente voluta dai cristiano-democratici, dall'Unione Cristiana e dal partito conservatore WD, all'opposizione, metterebbe fine a una tradizione legislativa che in Olanda ha sempre evitato di punire le occupazioni a scopo abitativo considerandole un rimedio alle storture e all'ineficenza del mercato nel soddisfare l'esigenza abitativa di chi non ha reddito o reddito insufficiente.

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Una pratica che nella mercantilissima olanda ha sempre goduto di ampio sostegno e che ha avuto una funzione stimolante sulle dinamiche dello sviluppo immobiliare e rappresentato un freno alla speculazione.

Nei prossimi giorni questo indirizzo cambierà di segno, nonostante il parere contrario della Corte Costituzionale, del consiglio dei comuni e dalla polizia di Amsterdam, oltre a quello delle opposizioni liberali e di sinistra. In attesa della decisione si sono tenute manifestazioni a oltranza di fronte al parlamento olandese.

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categoria: movimenti, demagogie, elitarismo, differenze-ue


sabato, 24 ottobre 2009

Amen

marrazzo2Marrazzo, chi?

Da Repubblica: Dalla comunità trans che la notte si vende al Flaminio e all'Acqua Acetosa, a Prati e alla Moschea, esce un ritratto sconvolgente - e tutto da provare - se riferito al presidente della Regione Lazio. "Marrazzo lo conosciamo tutte benissimo da anni", afferma Luana, anche lei transessuale brasiliana della Cassia: "Quando lo vedono passare - dice - i trans si tirano su le tette per essere scelte: lui paga molto, molto bene". Ci sono "ragazze" come Natalì che ci hanno fatto una fortuna, decine di migliaia di euro. Natalì è la sua preferita, ma stava spesso anche con Brenda, una tipa grande e grossa che chiamiamo la Brendona e che da un pezzo andava in giro a dire che cercava di vendere un video compromettente ma non trovava nessuno che lo comprasse. Una vera stronza: questa è estorsione, mi sa che con questo caos è scappata".

E tanti saluti dalla Brendona..

Qui il provvedimento giudiziario a carico dei carabinieri delinquenti, che agivano d'accordo con uno spacciatore per ricattarne i clienti.

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categoria: italia, trash, politica interna, decultura


venerdì, 23 ottobre 2009

Politica nuova con il PD

 

touadi21321_imgSe fossi nel signor Jean-Leonard Touadi  non saprei se dirmi offeso o lusingato dalla trovata del segretario del PD Franceschini.

Sparando le ultime cartucce nella corsa alla prossime elezioni per la segreteria, il segretario in carica ha infatti annunciato che sceglierà lui e una donna come vice alla guida del partito. Lui perchè è nero e la donna in quanto donna.

Sembra proprio la presentazione di un cast e il brutto è che è proprio quello. Una segreteria spettacolare con il maschio bianco che fa il capo e l'uomo nero e la donna fanno i vice non è nemmeno un salto nella modernità, è solo una maniera triste di cercare di costruirsi un'immagine moderna e plurale a spese dei gonzi. George W. Bush ha saputo fare ben di meglio, tanto per stare all'esempio di un leader reazionario, ma molto più moderno e scafato di Franceschini.

Che se poi ci pensa bene, capirà che scegliendo questa linea d'azione sarebbe bene avere qualche vice in più, che così lascia comunque scoperti cluster enormi di votanti. L'ha fatta e l'ha fatta pure male.

Una standing ovation anche per il PD pugliese, che ha trovato il modo di riportare all'antico anche l'innovazione delle primarie. La prova provata che i problemi sono culturali e che sono grossi sotto la coperta della falsità spettacolare.

Questo è il testo della lettera di sostegno ad Emiliano per le primarie che Supermercati Dok (Gruppo Megamark, quasi 2000 dipendenti in Puglia) ha inviato alle sue filiali ed è poi stata divulgata dai concorrenti di Emiliano, giustamente scandalizzati ;

"Le primarie sono elezioni all'interno di una coalizione (PD) utilizzate per scegliere quali saranno i candidati da schierare nelle competizioni elettorali. In questa fase, vi segnaliamo che la nostra Azienda sosterrà la Candidatura di Michele Emiliano. Tutti i collaboratori che si recheranno a votare potranno recuperare il contributo versato consegnando al responsabile di Filiale l'attestazione dell'avvenuto pagamento. Il responsabile invierá il riepilogo all'Ufficio Vendite".

 

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categoria: italia, politica interna, demagogie, decultura


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